Da diverso tempo si parla di “emergenza cinghiali” a Bari: gli animali, immessi tra il 2000 e il 2002 dall’Atc (Ambito territoriale di caccia) della Provincia di Bari per soddisfare le richieste dei cacciatori ed estranei al nostro habitat (trattandosi di una specie proveniente dall’Est Europa), negli anni si sono moltiplicati in maniera incontrollata, arrivando da alcuni mesi alle porte della città.

Da più parti si chiede un intervento delle istituzioni per evitare il verificarsi di incidenti e aggressioni ripetute (già avvenute). La soluzione, però, non può essere trovata a spese di animali incolpevoli, anch’essi vittime della situazione. Procedere mediante abbattimenti selettivi — come richiesto in una proposta avanzata da alcuni consiglieri comunali — risulterebbe soltanto in un inutile palliativo e non risolverebbe il problema strutturale. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire con metodi ecologici e non cruenti, come previsto dalla legge ma prima di tutto occorre eliminare i cassonetti con gli scarti di cibo, che attirano i cinghiali.

Per ribadire questi aspetti ed evidenziare altre criticità, Animal Law ha inviato un comunicato stampa, appoggiato da altre associazioni locali.

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