Dal 2022 i supermercati francesi potranno vendere solo uova deposte da galline ovaiole allevate all’aperto.

L’annuncio è stato fatto dal nuovo ministro dell’Agricoltura, Stéphane Travert, all’interno di una lunga intervista televisiva nel corso della quale ha delineato le linee programmatiche del suo dicastero, indicando le priorità alle quali verrà data risposta nei prossimi mesi. Per la verità, la promessa era già stata fatta dal presidente Emmanuel Macron in campagna elettorale ma adesso abbiamo una conferma e un orizzonte temporale certo. Possiamo quindi essere ragionevolmente ottimisti che il provvedimento verrà approvato a breve.

Si tratta di un importante passo in avanti per il benessere animale: non soltanto diventerà fuorilegge l’utilizzo delle gabbie arricchite ma sarà vietato anche l’allevamento “a terra”, all’interno di capannoni industriali. I quattro anni di tempo che, salvo proroghe, verranno concessi agli allevatori costituiscono un tempo minimo per l’adeguamento del sistema produttivo, che già si stava orientando per la graduale dismissione delle gabbie a favore dell’allevamento a terra e all’aperto, sistemi che i consumatori dimostrano di preferire.

Sembra che non si tratterà di una riconversione completa, in quanto sarà comunque consentito l’utilizzo di uova da galline allevate in gabbia per i prodotti trasformati e quindi per tutti i prodotti industriali che popolano gli scaffali. Le associazioni per i diritti animali, che pure applaudono all’annuncio, hanno fatto sapere che non si fermeranno finché il passaggio non potrà dirsi completato, con l’eliminazione totale degli allevamenti di galline in gabbia. L’associazione L214 fa presente che secondo un recente sondaggio oltre il 90% dei francesi si oppone all’allevamento in batteria e chiede che questo sistema sia vietato.

L’allevamento in batteria è composto da più file di gabbie sovrapposte, un sistema che consente di aumentare la densità di galline allevate, a vantaggio della produzione ma a detrimento del benessere degli animali, costretti in spazi angusti (750 cm2 per gallina, poco più di un foglio A4) e che non possono godere degli stimoli che vivrebbero in natura. Proprio per questo motivo, si tratta di un sistema sempre più criticato non soltanto dalle associazioni per i diritti animali ma anche dall’opinione pubblica.

Noi di Animal Law siamo fiduciosi e crediamo che nei prossimi decenni riusciremo a ottenere leggi che vieteranno l’allevamento di galline e altri animali in gabbia.

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