Si tratterebbe di avvelenamento. Il sospettato sarebbe inchiodato da due filmati: il primo mostra un gatto in preda alle convulsioni, il secondo l’uomo mentre porta in casa due gatti inanimati.

A seguito della crudele uccisione di due gatti nel complesso residenziale di Barialto a Casamassima (Bari), avvenuta lo scorso 19 settembre, le associazioni baresi Animal Law e Nati per Amarti Onlus — quest’ultima gestore del canile sanitario di Bari — hanno depositato una denuncia nei confronti del presunto responsabile, individuato attraverso un filmato diffuso online che lo ritrae mentre, in tutta fretta, porta all’interno della propria abitazione i corpi senza vita dei poveri animali. In un secondo filmato, si vede uno dei due gatti in preda a violente convulsioni e l’altro apparentemente già morto. Secondo quanto riportato da alcuni veterinari, che hanno esaminato i filmati, quanto osservato sarebbe compatibile con l’agonia da avvelenamento.

Con questa denuncia, le associazioni chiedono che l’autore di un simile gesto, che ha avuto una diffusione notevole via web in tutta Italia, suscitando grande indignazione, venga rinviato a giudizio per i reati di maltrattamento e uccisione di animali.

A quanto appreso dal Coordinamento delle associazioni animaliste pugliesi, anche altre associazioni depositeranno a breve analoghi esposti.

Dichiara il Presidente di Animal Law, l’avv. Alessandro Ricciuti: “La sensibilità verso gli animali è in ascesa, soprattutto nei confronti degli animali ‘familiari’ come cani e gatti. Purtroppo ciò che manca è un analogo riscontro nelle aule di giustizia, poiché il sistema giudiziario non ha ancora compreso l’importanza e la gravità di questi reati. Questo deficit culturale dimostra la necessità di stimolare il sistema giudiziario a portare avanti questi procedimenti penali, anche perché, come è oramai documentato dalla letteratura scientifica, i reati contro gli animali raramente costituiscono episodi isolati di violenza gratuita ma, più frequentemente, rappresentano il sintomo di un disagio più profondo e, purtroppo, sono anche in molti casi precursori di una possibile escalation criminale”.

Antonella Paparella